Tra due mondi, una città

USUALMENTE DIFFIDO DA DARE PASSAGGI A SCONOSCIUTI. Due anni fa,  ho raccolto una signora , sull'ingresso di un noto e rinomato hotel di Montegrotto. Rammento la grossa valigia trolley con la quale , approfittando di una mia forzata sosta , dovuta al traffico, in quanto giovedì di mercato. si avvicinò chiedendomi un passaggio per la stazione di Padova.  Seguii l'istinto , in un momento particolare della mia vita, in altre occasioni le avrei suggerito di chiamare un taxi.  Invece, accostai, le aprii lo sportello e in aggiunta , uscii dall'auto, sistemando il voluminoso bagaglio nel cofano posteriore, riprendendo la guida. Erano circa le due del pomeriggio ed alle 15,30 avevo appuntamento con un studio legale , in Padova, nelle vicinanza del nodo ferroviario.  Ci siamo parlati con qualche parola  in Inglese ma lei parlava meglio il  Francese,  ne aveva un motivo che più tardi mi sarebbe stato più chiaro. Durante il tragitto comunque ci capimmo , arrivammo a Padova ed approfittammo del tempo a disposizione per fare un breve giro per la città a piedi.   A volte ci sono circostanze un pò strane , poco prima della basilica del santo incontrai il mio legale a spasso con suo marito , neanche a farlo apposta. Mi aveva già detto che era cittadina Iraniana venuta in Italia  a cercare un farmaco per suo padre  con il quale conviveva.  Provammo in due farmacie senza esito ed il giro per la città fu un'occasione per capire qualcosa del Paese , antica Persia , colpito dalle sanzioni.  Proprio per questo mi spiegò che il suo mezzo di trasporto sarebbe stato un Bus fino a  Marsiglia di qui poi avrebbe proseguito con un volo diretto fino a Teheran. Il  breve tour ' mi dette l'opportunità di  curiosare   sulla  situazione nel suo Paese.   Tutto vero sulla persecuzione alle donne  al loro anelito di liberà e uguaglianza,  a limitare finanche di mostrarsi in viso, gli arresti per gli uomini sospettati di cospirare contro la casta che governava, lo strapotere dei guardiani della rivoluzione.   Nella mia carriera , ho vissuto , per servizio, in città dove la fede  mussulmana e politica, sono l'una in funzione dell'altra,  sia sunnita che  sciita, ciò nonostante suoi racconti mi lasciarono alquanto turbato(*). Il tempo è una delle grandezze non negoziabili , passò in fretta sia per il mio impegno quanto per il suo mezzo di trasporto in partenza dal Pet Stop poco distante dalla stazione. Conseguenza dell’embargo ai voli diretti da e per Italia era costretta a fare un bel giro per rientrare in Patria . Ancora oggi mi chiedo come mai non scambiai il mio numero di telefono con lei, così ci salutammo come due amici di viaggio. Oggigiorno  le notizie con le quali i  media  ci riportano gli avvenimenti in corso, mi hanno fatto rammentare quest’incontro. Penso a lei ed a suo padre malato ma sono qui con una malcelata  impotenza sentendo uno scrupolo. Quello di averle fatto mancare un amico, magari per  confidarsi, dato il momento, per  questa incertezza del futuro sia per lei  suo quanto del padre. Confido nel frattempo  che i tafferugli, nel dubbio dei comunicati, ci documentino la verità sui  fatti. Mi augurai che fossero sopravvissuti dal momento  che i  notiziari parlavano delle centinaia di morti , i quali illusi dalla propaganda miravano a ribellarsi per rovesciare il regime. Il quale senza nessun timore , ammassava questi cadaveri raccolti in sacchi con cerniera, a ridosso degli obitori ormai al collasso.   Mi dispiace molto per la mia amica sconosciuta , talvolta certe parole non dette significano molto di più di un bel discorso, le auguro buona fortuna.

Nota

(*) Ai tempi del compianto Enrico Mattei , Teheran era tra i più redditizi mercati di scambio ed il suo petrolio faceva comodo  anche a noi,  lo  ricambiavamo con macchinari,  manodopera e tecnici specializzati nell’estrazione, quest’ultima a cura dell’Eni. La tradizione continuò fino alle prime avvisaglie che stessero costruendo impianti nucleari e con essi la bomba atomica. La minaccia per Israele che gli ortodossi sciiti considerano, tutt’oggi,  il nemico giurato , provocò il proibizionismo promosso dagli Stati Uniti. Questi,  meditavano la rivincita dopo  lo  smacco subito ai tempi del compianto Jimmy Carter. Nethaniau è stato così  strategico da attirare in guerra gli USA di Trump. Questi ha inspiegabilmente aderito spinto probabilmente dalla lobby ebraica e forse per qualche altro motivo che soltanto la Storia in seguito, potrà svelare. Si aggiunga la paventata egemonia nel Medio Oriente, dopo la caduta dell’Irak di Saddam Hussein, a scapito d’Israele, le centrali nucleari con il sospetto di costruirne la bomba, i bombardamenti  alle sue infrastrutture, il popolo Iraniano era  allo stremo.  Un flash di Storia, Ciro il grande, la civiltà della Persia , sia nell’Egeo che quanto nel  mar Mediterraneo. Solo gli  Spartani di Leonida tennero testa con i trecento caduti alle Termopili, combattendo contro l’esercito che oscurava il sole , condotto dall’imperatore Serse.Ogni popolo è arbitro del proprio destino e quello Iraniano non fa eccezione, nella fattispecie dei limiti imposti dalle etnie, la Fars, più numerosa, gli Azeri, i Curdi, i Luri, gli Arabi iraniani, i Beluci. Le divisioni sia linguistiche che di altro genere secondo il mio modesto punto di vista impediscono l'amalgama delle anime. Queste diversità, facilitano chi detiene il  potere,  le usa, impera su di esse  e nello stesso tempo , sfrutta eventuali controversie, le quali danno una buona ragione  a che ciascuno controlli l'altro. La  ragnatela fatta di delatori, poi provvede al terrore, nella quale  la politica religiosa,  ortodossa,  trova spazio per comminare  drastici provvedimenti fino alla condanna a morte,  per i ribelli,  o presunti tali accusati di connivenza con l'ipotetico nemico ed infedele.  Tale situazione  concorrerà sia nel presente quanto in futuro nel condizionare le sorti dell'intera  popolazione a prescindere da coloro che possano essere i capi, con la regia dei guardiani della rivoluzione.

riccadiaspa

Pubblicato
12/01/2026 alle 16:55 su liberamenteitaliano.blog

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