L'oras di religione

E’ spesso glissata da molti studenti sia delle scuole secondarie  inferiori che da quelle superiori. Se provassimo a spiegarcene i motivi potremmo forse a torto o a ragione indovinarne uno o magari nessuno. Nell’era dell’intelligenza artificiale, dove tutto quello che un tempo sembrava fantasia oggi può realizzarsi, persino rappresentare  la passione di Nostro Signore in un video, ripercorrendola stazione per stazione , l’impossibile diventa un’icona. Eppure la maggioranza dei ragazzi italiani da generazioni  ha seguito lezioni di catechismo ed assunto sia la prima comunione che la cresima. Poi sono gli stessi che hanno espresso il desiderio di essere esonerati dalla lezione sul Cristianesimo. Sui social spesso noti ed ignoti frequentatori  s’inventano domande del  tipo sei favorevole al Crocefisso nelle aule scolastiche. Tra meno di un mese sarà Natale, notoriamente festa dei bambini e dei loro desideri , spesso irrealizzati o  soddisfatti da genitori dai quali anche chi vi scrive, pensa di accontentarli, in quanto di questa festa , grazie a dio ce n’è una sola sul calendario. Persino la preferenza di un albero al presepe, rifugge dall’essenza di questa ricorrenza eludendone le motivazioni. Nel contempo confondiamo frequentemente questo percorso  con la  spiritualità. Eppure con tutti i suoi errori la religione Cristiana, nelle sue forme, Cattolica Apostolica Romana, Ortodossa ,Protestante , Anglicana, Ebraica, fa parte del DNA del nostro vecchio continente. Tranne rarissimi casi , si nasce , ci si battezza, si muore con il rito funebre celebrato nelle chiese, nelle sinagoghe ed ogni altro luogo di culto dove troneggia una croce o una tau. Mi chiedo allora come si spiega questa idiosincrasia per l’ora di lezione che tratti tutti questi argomenti. La famiglia ha il suo peso , certamente al quale oggi corrisponde una consapevolezza dei giovani la quale mancava forse alle  generazioni passate. Tra queste   una frase del compianto presidente Pertini, a riguardo , e cioè  che i giovani hanno bisogno di esempi piuttosto che di sermoni. Eppure  studiare religione è come ripassare la Storia, l’arte sacra , composta da statue, dipinti e opere che celebri artisti ci hanno lasciato nei luoghi sacri d’Italia e d’Europa. Gli stessi che la Chiesa, attraverso i suoi ministri dai Papi a vescovi, clerici, certosinamente hanno custodito perché noi ultimi potessimo goderne. Spesso associamo ad altre religioni colpe di guerre fatte in nome di un dio, lo sono state anche a quelle brandendo una croce  a modo di spada , per la conquista del Santo Sepolcro,  basti dare uno scorcio alla storia delle  crociate. Delle quali solo quella di Federico II, stranamente  osteggiata da un  Papa, è stata compiuta  senza spargimento di sangue. Ed allora mi chiedo se sia meglio dedicarsi a tale studio in esclusiva, quasi  ad ignorare altre forme di religiosità, volendo fare a tutti i costi del proselitismo, oppure effettuare uno studio comparativo con altre forme e credi religiosi. Lasciando alle  scuole rette dal clero,  ordini monacali e sacerdotali il compito e la missione dell’ approfondimento di quella da Loro professata , alla quale, le classi dei docenti e discenti  associno  la consapevolezza della scelta. (R.D.)


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