GIRANO LE PALLE E ROMPONO LE SCATOLE


Girano e rompono palle e scatole 

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Due modi di dire divenuti linguaggio COMUNE oggigiorno, SORPRESO CHE LA LORO provenienza deriva proprio dal MEDESIMO della 1 “ guerra mondiale.IL RELATORE E SCRITTORE, Sergio Boem, CE NE HA PARLATO DURANTE LA promozione del SUO libro ,  94 stellette alpine . L’EVENTO AVVENUTO la sera del 6 Novembre , HA FATTO EMERGERE QUESTI ED ALTRI aneddoti sfuggiti ai libri di storia Patria. LA LOCATION. ERA STATA SCELTA nella sede della Sezione ANA di Padova, L’ORGANIZZAZIONE TRA QUESTI ED IL Gruppo Alpini di Saonara, HA RICHIAMATO MOLTI SOCI E SIMPATIZZANTI . così espressioni come quelle citate hanno preso forma. IL GIRARE ERA DOVUTO AL VEZZO DEI SOLDATI DI INVERTIRE IL PROIETTO SULL’OGIVA DELLO STESSO , SEBBENE CHI FOSSE SATTO SCOPERTO A FARLO SAREBE STATO passibile di fucilazionE. IN FORZA DEL FATTO CHE TALE ESPEDIENTE FORNIVA UN’ENERGIA D’IMPATTO TANTO DA CAUSARE L’IRREVERSIBILITA’ DEL DANNO AI MALCAPITATI . MENTRE , le scatole, FISICAMENTE ERANO QUELLE IN DOTAZIONE PER LA CUSTODIA DEI PROIETTILI . I GENERALI INCITAVANO LA TRUPPA , A ROMPERLE, al rientro questo sarebbe satto un vanto del combattente sopravissuto. quello di CONSUMARE TUTTI COLPI assegnatigli , SPARANDOLI AL NEMICO fino al rompimento della cartucciera. Aldilà di questo il titolo del libro è una sintesi della compassionE, Quella nei confronti delle salme di soldati austro ungarici , LA MAGGIORANZA DEI QUALI e’ tutt’ora seppellita sotto quattro dita di terra sulla cima Cady, nei pressi del passo del Tonale . ATTUALMENTE NE SONO SATI RIESUMANTI 12 , DEGLI ALTRI OTTANTADUE , POCO SI SA ECCETTO CHE SONO dove al brullo dell’ambiente si sono sostituiti dei fiori , tra una parte di territorio veneto ed un fazzoletto di terra di lombardia. impedimenti burocratici che ancora impediscono di dare LORO UNA DEGNA SEPOLTURA. Capire la guerra, le sue cause è uno studio da storici ed analisti ,al contrario le brutalita’ e le tragedie che i conflitti provocano si giudicano dalle ferite sulla pelle di chi e’ coinvolto con essi, direttamente ed indirettamente . A noi vissuti nell’era di transizione e dopo il secondo conflitto mondiale , ci restano solo i ricordi, sempre che RICERCATORI come il dr   Boem , ce li tramandino in memorie come quelle da lui descritte in questo libro. mi permetto di esprimere un opinione personale , da esse si potrebbe trarre una scenografia di un un film . forse , facendo breccia finanche nel cuore dei giovani. ai quali spesso si parla con luoghi comuni per esmpio dei modelli di fucile dell’epoca che paragonati a quelli moderni erano giocattoli da bambini . Aggiungendovi che erano finanche scomodi ad operare in trincea tanto che il più delle volte al posto di essi , si usavano più facilmente armi improprie; ne è un esempio quella brandita nella foto dal nostro scrittore . storicamente IL CAFFè a quei tempi era PRIVILEGIO DEI RICCHI GIA’ IN TEMPO DI PACE , al suo posto, al fronte, ai soldati , prima della sortita contro il nemico, veniva distribuito cioccolato MISTO AL rum . quasi un estremo SALUTO , a modo di INCENTIVO , COM’ERA QUELLO ALL’IMPERATORE I NELL’ARENA , DA PARTE DEI GLADIATORI, MORITURI. Tali potevano considerarsi TUTTI I NOSTRI NONNI E BISNONNI , CONSCI COME I LORO PREDECESSORI CHE NEL TEATRO DI COMBATTIMENTO, toccava , dell e DUE , UCCIDERE O ESSERE UCCISI . POSSIAMO SOLTANTO IMMAGINARE, senza indovinarlo, IL LORO Stato d’animo, QUELLO dei molti i rimasti là sepolti nei luoghi dove avevano compiuto il loro dovere. Non meno DI altri , AI QUALI LA MORTE ERA SOPRAGGIUNTA A causa di stenti e malattie per le condizioni AMBIENTALI nelle quali OPERAVANO. lascio ad ogni lettore il gusto delle scoperta nel leggere questo libro , un saggio di inediti della grande guerra . della quale si e’ continuato a DISCUTERNE A TAVOLA, a fine serata, durante UNA CENA di tutto rispetto. L’ORGANIZZAZIONE della quale curata dal gruppo ospite DI SAONARA in concomitanza con il personale della SEZIONE ANA. DI PADOVA. ( R.D.)

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