Deviazioni e disattenzioni
Mentre l’attenzione mediatica si concentra su Ucraina e Medio Oriente, cresce silenziosamente in borsa il valore delle aziende che producono armi — insieme all’incertezza dei cittadini.
Temi globali, certo, ma che finiscono per distrarci dai problemi di casa nostra.
La scuola dimenticata
La scuola resta uno dei fronti più trascurati. Nelle secondarie inferiori si è abbandonata l’educazione sessuale, le strutture fatiscenti rendono difficile insegnare e apprendere, e la giostra infinita di nomine e trasferimenti non aiuta. Mancano incentivi alternativi agli aumenti salariali, e gli affitti nelle città diventano inaccessibili per molti docenti.
Sanità in affanno
Il sistema sanitario mostra tutte le sue crepe: mesi d’attesa per una visita specialistica, reparti sovraffollati, e medici di base sempre meno numerosi, molti dei quali prossimi alla pensione. Un disagio quotidiano che mina la fiducia dei cittadini.
Le carceri al limite
Le prigioni italiane scoppiano. Il sovraffollamento costringe a ricorrere sempre più spesso a misure alternative come i domiciliari o la libertà vigilata.
Solo chi commette reati gravi resta dietro le sbarre. Intanto cresce il numero dei suicidi — tra i detenuti e tra gli agenti di polizia penitenziaria — un dramma nel dramma.
Sicurezza e difesa: tra NATO e UE
Sul fronte della difesa si chiede ai cittadini di accettare un aumento del budget NATO e della Difesa europea del 5%. Ma se l’Alleanza Atlantica punta alla cooperazione, la UE — con 800 miliardi a disposizione — sembra incentivare tutt’altro che la standardizzazione.
Ogni Paese continua a muoversi da solo, e questo rende più difficile la gestione logistica di rifornimenti, riparazioni e sostituzioni.
Basti pensare: se ogni Stato europeo usa un calibro diverso di munizioni, avremo un arsenale frammentato e inefficiente.
Politica e cittadini: il muro dell’astensione
Intanto, cresce il partito del non voto. È il segno di una sfiducia trasversale nella politica, indipendentemente da chi governa.
Dall’esterno, si ha l’impressione che i conflitti esteri vengano usati come pretesto per proteste interne — una sorta di “rimprovero alla nuora perché la suocera intenda”.
Ma quando la protesta degenera, come visto a Milano e Udine, è la democrazia stessa a indebolirsi.
Alla maggioranza sembra mancare una vera opposizione capace di proposte concrete, e il confronto politico si riduce troppo spesso a scambi di accuse e personalismi.
Lo spettacolo è gratuito, sì, ma il prezzo è alto: l’imbarbarimento della politica, soprattutto quando questi teatrini vanno in scena davanti al mondo.
Meglio sarebbe il confronto diretto, franco, pubblico. Perché il rispetto della dignità — individuale e collettiva — è il primo passo verso una società matura.( l'idea ed il palinsesto del testo è personale, l'immagine e' dell'IA)
pubblicato sul blog liberamenteitaliano il 20/10/2025
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