Il mio motto: " sogna, scrivi, progetta anche se ti sembra un uso e getta"
Paragoni e sillogismi
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Prima dagli USA ed Europa insieme, adesso solo dall’UE contro la Russia, ora qualcuno pensa di impiegare il popolo fiero e combattente delle regioni del Kurdistan, Turco, Irakeno e Iraniano, usato contro l’ISIS , per rovesciare il regime iraniano . Mi chiedo se sia il caso di scuotere l’orgoglio dei dissidenti locali per un cambiamento. A tale proposito, visto che difficilmente riusciamo a metterci nei panni degli altri giudicando con la nostra l’altrui mentalità, in particolare quella di rito mussulmano sciita, cito la nostra guerra di liberazione. Qualcuno che studia e ricorda la Storia rammenterà che non soltanto grazie agli Angloamericani, dopo il 1943, siamo riusciti a ribellarci al fascismo ed al nazismo. Aldilà delle vendette personali che da un lato e dall’altro sono state commesse, i pantaloni ce li siamo tirati su da soli , i liberatori forse ci hanno fornito le bretelle. Chi vuole capire comprenderà sicuramente cosa desidero puntualizzare. Un regime non cambia soltanto decapitando il capo ma tutta la piramide che lo ha portato al vertice. Lo è l’esempio della nostra storia, alla fine del quale, c’è stato lo scempio perpetrato a Piazzale Loreto in Milano. Questi Americani delle due o sono perennemente degli ingenui , cosa difficilmente credibile oppure si sono fatti imbesuire dalla leadership Israeliana. Perché questa coalizione deve ancora chiarire se le operazioni sono per scongiurare il pericolo del nucleare o rovesciare il regime. Se fosse quest’ultimo direi che l’obiettivo qualcuno lo ha travisato a meno che come la tattica degli artiglieri si tratti di falso scopo ma quello realmente da centrare sia il petrolio iraniano . A corollario quello dell’ipotesi dei Curdi, è secondo il Mio punto di vista un ulteriore sfruttamento a fare il lavoro sporco. Se così fosse gli Americani li userebbero come vice sceriffi salvo poi , a cose fatte salutarli facendosi restituire la stella. Lasciando che il conto , quello che loro giustamente presenteranno , lo paghino gli altri , creando un altro problema nella Regione. Riccardo Diasparro ( riccadiaspa)
Pubblicato 06/03/2026 alle 9:02 su liberamenteitaliano.blog
E’ così che mi sento dopo quarant’anni trascorsi con l’uniforme perchè la mia classe ed in particolare quelli che come me hanno servito nelle UnItà formate da coscritti sono stati anche coloro che nella maggioranza hanno visto gli albori del volontariato. Al quale si doveva pervenire perchè il sistema leva sarebbe stato messo in crisi dal decremento delle nascite, persino nel meridione d’Italia, un tempo serbatoio di gioventù. Senza nulla togliere ai volontari, donne e uomini in divisa che oggigiorno difendono e rappresentano l’elite della Nostra Nazione sia all’interno che all’estero per le missioni fuori area, mi sento di affermare che quella scelta fu solo dettata da motivi dei quali se ne potrebbe ridiscutere con altrettanti che ne giustificherebbero il ripristino. E su questo da più parti ed in particolare nei pacchetti delle promesse fatte agli elettori, qualche partito politico vorrebbe sospendere la legge Martino del governo Berlusconi. For...
MONA E’ TE CHE STO GUARDANDO fu il mio ben arrivato all’Autoreparto Julia(°), a Gemona del Friuli, a darmelo fu LUI. Sembrava guardasse dietro di me e mentre io volgevo leggermente il capo, mi apostrofò con quell’espressione che mi avrebbe accompagnato fino a quel giorno nel quale lo trasferirono a Basiliano alla vigilia della nomina a Maggiore. Strano a dirsi in una figura che emanava rudezza, aveva lo strabismo di venere che lo rendeva popolare in tutto il Friuli degli anni settanta e successivi. I giovani lo temevano più come un padre burbero piuttosto che come un comandante. Ma era famoso anche per i suoi fischi da pecoraro Vernasso, paese d’origine nel quale aveva ancora la sua mamma, una maestra di scuola in pensione, lui stesso era diplomato alla scuola magistrale. La banda di Padovani e provincia che avevamo era notoriamente conosciuta come una gruppuscolo di border line. Questi bravi ragazzi spesso al rientro...
Era da tanto e lungo andare che il maestro, insisteva nel provare. Concentrati, intonati o… fucilati. Ciascun ne ha fatto una ragione senza alcuna distinzione, età, sesso e religione. Ormai l’imperativo era palese, anch’io ne potevo far le spese. E con l’aria da sporca dozzina, siam passati da Campobernardo a Lovadina. Fino a giungere, a Quarto d’Altino, con un grazie a Gesù Bambino, per averci preservato dal mirino, ancor vivi e non foto da comodino. Una tournee dal sapor prenatalizio senza sosta, adatta al nostro sodalizio. Il tempo è passato in un baleno, mi sbaglierò, Maestro, o sei più sereno. Anche se la prova é stata dura sii orgoglioso della tua creatura. Noi lo siam di Te che ci hai guidato grati per non aver poi sfigurato. E con questo madrigale da neofita corista proporrei di aggiornare, della velina, la lista, brindando a Te, al Natale, alla conquista ed al 2010 che ci veda, ancor, tutti in pista. - Riccardo Diasparro Treviso 21, 12 2009
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