LA DIFESA  QUESTA SCONOSCIUTA


 

Difendere non significa scegliere un nemico, ma riconoscere ciò che siamo e ciò che rischiamo di perdere.









GLI SCENARI 

Lasciamo a chi si intende di questi problemi, il compito di analizzare ogni genere di situazione. Dal momento che quella  geopolitica mondiale è in continua evoluzione,  i conflitti armati riflettono una complessità di fattori sociali, economici e politici. A noi comuni cittadini , la migliore informazione é quella che riusciamo a leggere nei quotidiani e nei vari canali, benché definire o verificarne la veridicità diventa una complicazione piuttosto che una semplificazione.(*)

IL PROBLEMA
Riuscire a capire il perché oggi come Nazione , l’Italia, abbia necessità di raggiornare il suo sistema di protezione, compito pressoché di complessità poiché il paradigma di riferimento è la guerra Russia Ucraina. Invece aldilà di questo conflitto, ormai per noi europei  divenuto una procura ed affidamento alla Nazione di Zelensky contro il Putin, l’esigenza è ancora dei singoli Stati. In quanto la corsa è già iniziata , sebbene, si abbiano  sottoscritto accordi più o meno duo o  trilaterali, l’integrazione dei sistemi d’arma e della logistica, nella zona UE, rimane ancora un dilemma da risolvere.  

GEOGRAFIA 
Per comprendere bene il Nostro intento , basti dare uno sguardo alla carta geografica. Sarete d’accordo ritengo nell’immaginare una naturale pista di atterraggio e decollo di aeroplani di qualsisia tipo, specie a finalità. Ed ancora   un mare immenso con coste e spiagge d’incanto perlopiù esposte  se difese da  mezzi tradizionalmente di vetustà. In quanto alla terra ferma, da  Nord a Sud  si alternano  a grandi pianure , la Padana ad esempio,  altre di varie dimensioni circondate  da montagne e montuosità di medio alto livello, estesa anche alle grandi Isole . Quelle piccole , al largo delle regioni pur protette da scogliere di medio alta difficoltà , oggigiorno per i mezzi e truppe d’assalto sono facilmente d’accessibilità.
TESORI & CITTA’ D’ARTE 
“ Durante i primi momenti della 2nda guerra mondiale, qualcuno della camera dei Comuni, nel regno Unito, per raccogliere risorse ai fini bellici , propose a Churchill di vendere le opere d’arte, lui rispose , allora perché stiamo combattendo”
Ebbene oggi la Gran Bretagna , quelle poche nel nostro confronto le sa centellinare sfruttandone con limitazioni  e ticket tanto da fare cassetta. A confronto delle Nostre, considerate quasi totalmente patrimonio universale UNESCO, sono briciole. Esse   fanno parte della Storia , quella Greco Romana, artistica di tutti i secoli, umanesimo e culla di musicisti, poeti e scrittori, i quali Tutti insieme hanno reso l’Italia celebre nel mondo. 
PERCHE’ 
Converrete che l’esposizione precedentemente alla quale ho fatto cenno, impone risposte prevedibilmente  di routine , da difendere ce n’è , aldilà delle guerre , in particolare , di quella che si sta combattendo ai confini dell’Europa. Fermo restante che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è deprecabilmente avvenuta e ne prendiamo atto, puntare esclusivamente su questa distrae dal problema interno. Mi spiego meglio, per quale motivo dobbiamo inventarci o considerare un solo nemico mentre nel mondo anche un bambino, nel chiederci aiuto, può nascondere in tasca un bomba a mano. E’ un’ipotesi delle più estreme , me ne rendo conto ma chiediamo ai soldati USA e Britannici, ai reduci Italiani dall’Afghanistan e Iraq, sicuramente confermeranno che il pericolo consisteva in qualcosa da  dove meno lo si aspettava. Oggi, invece il tipo di guerra asimmetrica sfrutta tutte le componenti ,tridimensionali , mi riferisco ai droni. Telecomandati   sostituiscono, parzialmente  sia per la loro velocità che per le dimensioni  gli aerei da combattimento , piombando su mezzi, soldati e animali all’improvviso. seminando, panico ai sopravvissuti,  morte e danni, spesso senza potervi provvedere a ripristinarne la funzionalità. La logistica deve essere in aderenza a tutto questo poiché il soldato front line , alle spalle deve poter contare su altri in grado di sostenerlo, su strutture per rifocillarlo , ricaricarsi fino al successivo reimpiego  in operazioni. Alle spalle ci deve essere una Nazione che supporta, sostiene e produce in funzione dell’impiego a propria difesa.
L’INFORMAZIONE
Nella comunicazione oggigiorno si assiste quasi ad una interminabile partita di calcio o tifoseria delle curve. Si tifa per la Russia e dall’altra parte per l’Ucraina, arbitro Mr Presidente degli USA. Una macelleria messicana senza offesa per la nazione di Pancho Villa, dove migliaia di civili, giovani , bambini e soldati stanno morendo come mosche.  Aldilà di ogni conclusione , sperando nella pace,  sta nel fatto che Noi in Italia, prima di fare una legge sulla separazione della carriere dei giudici, della riforma del Primo Ministro eletto dal popolo, forse dovremmo riguardare quell ’art. 11 della Costituzione. Perché esso ci limita nell’espressione di difesa , ci fa passare per un popolo imbelle che aspetta che qualcuno lo assalga per agire. 
CONCLUSIONI 
Aspettare  il nemico per reagire , è un rischio poiché  se avvenisse, nel frattempo saremmo già resi passivi con le nostre principali strutture irreparabilmente compromesse magari con innocenti uccisi dai danni collaterali. Dal mio canto suppongo che al rimedio ci sia una strada lunga e articolata. Infatti ravvedo  una  flotta in grado di salvaguardare le nostre coste, un’areonautica che contasti assalti aerei, un’Esercito o truppe che siano in grado non solo di difendere il territorio ma che se occorre la capacità di fare azioni fuori area per la difesa degli  interessi Nazionali. Occorre un  servizio d’informazioni sia interno che per l’estero collegato a quelli dei nostri Alleati con un  coordinamento affinché , ad ogni azione corrisponda una reazione, senza spreco di risorse e sinergie.  A protezione, quello schermo cyber di sicurezza perché la guerra oggigiorno si combatte sia con l’informatica quanto psicologicamente. L’akeraggio dei sistemi, la controinformazione fa leva sulla pancia dei cittadini, semina il panico e compromette la facoltà delle decisioni di coloro che sono preposti a prenderle.  Alla base di tutto questo sta  un addestramento adeguatamente all’impiego del personale, una formazione psicoattitudinale  dove aldilà del grado conti la capacità di reagire ad ogni circostanza di crisi. Non per ultimo il   sostegno delle autorità locali  e dei cittadini  che comprendano le motivazioni, senza quelle lagnanze, del tipo  ai tempi dei campi in Sardegna. Eppure  con una brigata corazzata, in addestramento,  si poteva schierare al massimo un plotone carri sui campi di capo Teulada. Se quanto  ipotizzato sia difficilmente da realizzare , difficolta' economiche insorgessero ed i movimenti pacifisti lo osteggiassero , la sovranita' sarebbe in pericolo  , varrebbe la pena chiedere la protezione a chi i mezzi li dispone e conosca i metodi pèr reagire.  In ogni caso,  la Difesa  non significa scegliere un nemico, ma riconoscere ciò che siamo e quello che rischiamo di perdere.(riccadiaspa)

immagina ottenuta  in relazione all'articolo, da I.A.

Nota:
(*)
Interventi Internazionali: Le potenze globali, come gli Stati Uniti e la Cina, spesso intervengono in conflitti specifici per vari motivi, che vanno dalla sicurezza nazionale al sostegno ai diritti umani.
Conflitti Ibridi: Molti conflitti moderni non sono puramente militari; includono anche cyber attacchi e propaganda, rendendo difficile la distinzione tra guerra e pace.
Cambiamenti Climatici: Vari conflitti sono legati al deterioramento ambientale, che provoca dispute su risorse scarse.
Rifugiati e Migrazione: Le guerre spesso generano flussi migratori significativi, creando crisi umanitarie in paesi limitrofi.
Proteste e Insurrezioni: In molte nazioni, le insurrezioni interne e le manifestazioni di protesta contro i governi possono rapidamente evolvere in conflitti armati.

Pubblicato su liberamenteitaliano.blog
01/01/2026 alle 10:25


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