Illustrissima ONOREVOLE Presidente del CONSIGLIO DEI MINISTRI(lettera redatta dopo il discorso alla Camera dei deputati il 22/10/2025, scritta alle 15:15)
“Illustrissima Signora Presidente del Consiglio dei Ministri"
Ho seguito in diretta il Suo discorso alla Camera ed ho ravvisato in Lei la passione dell’Alto incarico che Le è stato assegnato in questa legislatura. La mia stima nei suoi confronti rimane immutata.
Tuttavia alcune promesse fatte in campagna elettorale sono rimaste inevase e l’occasione della discussione del Bilancio poteva esserle propizia per ammetterlo e dare a loro una giustificazione. Ovvero porre una domanda se coloro che si oppongono talvolta teatralmente alla Sua politica, detrattori della sua persona, preferissero un deficit ridondante ad una stabilità dell’Italia. Scivolando forse nell’ovvietà ritengo che chiunque possa confermare che tali riforme, mi scusi la ripetizione, assorbirebbero risorse congiuntamente all’esame di congruità delle possibilità di attuazione. La strategia globale al momento chiede di polarizzarsi sulla difesa e sicurezza , includendovi altrettante quelle dei nostri interessi all’estero ed oltreoceano. Però il Paese abbisogna di rinnovamento per la povertà e le esigenze della Nostra Nazione in decrescita di generazioni elevandone l’importanza per il futuro dei nostri figli e nipoti. Le ho tracciate sinteticamente in un articolo pubblicato sul mio blog. Questa demonizzazione della Russia ormai dí prassi in tutta Europa ci pone alla stregua di altre che da lontano ne avvertono soltanto il rumore. Adoperare i beni sequestrati in luogo della ritorsione all’invasione dell’Ucraina sebbene in linea con la politica europea, ci pone allo scoperto. In un Paese, come il Nostro, dove tra Aviano e Sigonella, ne cito principalmente due, abbiamo basi con materiali e personale USA. La Nostra industria, i nostri prodotti agricoli ed il manifatturiero di trasformazione, rappresentano quanto di buono ci sia nel prodotto Italia salvo essere fortemente in debito di energia dall’estero. Quanto questo possa condizionare il Nostro futuro, più che una considerazione ritengo sia una conferma. Approfitti di questa Sua popolarità, la quale, a giusta ragione Le attribuiscono in Europa ed oltre per fare di questi principi una sua bandiera nei confronti che avrà con le altre personalità nei Suoi incontri. La negoziazione è una delle virtù che ci riconoscono all’Italia, persino alle Nostre Forze Armate. Nelle file dell’Esercito ho servito, attivamente per quasi quarant’anni, dei quali 19 ed un mese nella Brigata alpina "Julia"(°), con lo scudetto del tricolore, cucito sulla manica della mia tuta da combattimento. Tale confronto può essere un sostituto a risolvere le guerre e le dispute. Il lavoro che il Presidente Trump infatti sta mettendo in atto sembra identificarlo. Purtroppo gli Americani, con i quali oltre ai Britannici, ho lavorato a fianco, talvolta ingenuamente credono nella buona fede dei loro interlocutori, salvo reagire con la loro potenza militare, accorgendosi del contrario. Necessariamente i contendenti , vanno condotti con il ragionamento ad accettare che ciascuno in nome della pace, debbano perdere qualcosa, magari quella ai quali più tengono. Sono parole, Lei dirà eppure talvolta si salva qualcuno dal precipizio nel quale vuole gettarsi per disperazione. La quale rende l’essere umano capace di perdere anche il suo istinto di sopravvivenza. Mi permetto di affermare che la giustizia delle decisioni si riscontra, quasi sicuramente, quando entrami o più aventi causa, rimangono insoddisfatti a favore del bene comune. La Storia ci insegna che addossarne la colpa soltanto ad uno di essi e riconoscerne l’innocenza a senso unico può dare origine a motivazioni che la facilità di manipolazione oggigiorno, aiutata dall’Intelligenza Artificiale, origina il casus belli del domani. Le rammento quanto è stata la causa della seconda guerra mondiale, le sanzioni imposte alla Germania ed Austria a seguito della prima, erano troppo gravose perchè la pace durasse. La stessa Italia, indebitata fino all'inverosimile, per sostenere il primo conflitto, nonostante fosse vincitrice, ne uscì sconfitta nella spartizione delle conquiste, in seguito reagì con l'avvento del fascismo e tutto quello che sappiamo.
Distintamente saluto augurandoLe un fecondo prosieguo del Suo Mandato.
Col.Riccardo Diasparro”
Nota:
(°)a Gemona del Friuli, dove ho svolto il servizio di prima nomina di ufficiale in servizio permanente, ho vissuto tra caserma e vita privata, gli effetti del terremoto.
Due missioni ONU:Kashmir UNMOGIP( 1993-94) Medio Oriente UNTSO-OGL( 1997-98)
due missioni in Irak: "Antica Babilonia" I(brigata "Garibaldi", Estate del 2003 e quella del 2004 (brigata di cav. "Pozzuolo del Friuli")
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