RIFLESSIONI ed EMIGRAZIONI
Da uno screenshot come questo pervenutomi sul mio smartphone , tralascio la sorpresa, piuttosto tutte queste guerre alle quali stiamo assistendo, molti Paesi come spettatori e di più, da sostenitori, forse distratto dall’attenzione all’Africa. Nella fattispecie , gli ingaggi milionari dei calciatori, hanno spinto il soggetto della Costa d’Avorio, a inoltrare, il messaggio, inspiegabilmente, proprio a me. La giustifico nella mia testardaggine a metterci la faccia in tutto quello che scrivo e che quasi nessuno legge, senza fafe nessuna promessa. Indico piuttosto il problema e qualche volta come in questo, propongo delle idee più che soluzioni. Nello specifico, fiamma ho millantato di essere in qualche modo agganciato a società calcistiche. Delle quali guardo con criticità l’importazione di atleti di calcio dall’estero. Se da un lato possono costituire d'esempio per i nostrani , dall'altro, limita la scoperta di talenti tra i giovani, demotivano i giocatori della nostra Nazionale di Calcio. La quale, neanche a farlo apposta. perde e viene esclusa dal campionato mondiale.
| Le promesse ad una persona senza che siano mantenute equivalgono a ferite inferte delle quali si riesce a guarire senza evitare che rimangano le cicatrici, testimonianze di raggiro e mala fede nei suo confronti. |
VE LA RICORDATE?L’immagine della nave Vlora, approdata straripante di albanesi a Bari, qualcuno forse l’ha dimenticata. All’epoca scherzosamente si raccontava che furono certe trasmissioni delle tv private a invogliarne l’esodo sulle nostre coste,("Colpo grosso" n.d.r.) Da li inventammo una missione, l’Alba, composta da militari, mediante la quale cercammo di riportare ordine concertandola con le autorità locali. La migrazione però continuò senza fermarsi, adesso in Albania, molti italiani ci vanno a villeggiare e comprano case lungo le coste. La ricerca della felicità e benessere, desiderio legittimo di ogni essere umano per se e la propria famiglia, spinge i movimenti di esseri umani come del resto le guerre e rivoluzioni costringono agli esodi. Di questi ultimi se ne dovrebbe dare carico a chi provoca ed invade mentre per tutti gli altri occorre una politica che uno stato avrebbe difficoltà ad adottare singolarmente. La tratta degli schiavi dei secoli passati, quella del Kunta Kit , protagonista del romanzo “Radici” di Alex Aley, oggi si è trasformata in trafficanti senza scrupoli , i quali si fanno pagare per traghettare i viaggi della speranza sulle nostre coste. Le barche a remi azionate dalle braccia dei deportati son poco più pari alle barcacce e canotti di adesso. Mancherebbero soltanto le catene ma a quelle ci pensano gli Stati attraversati lungo il cammino, dalle loro origini , dalla durata indefinita, fino alle coste d’imbarco. Intanto si cerca di fare outsourching come sta provando questo ignoto ragazzo, magari da un telefono usa e getta, ipotizzo che sia di marca Cinese. Tra l’altro mi sorge il dubbio che comunicazioni del genere giungano sui cellulari di altri, quelli che hanno interesse a raccogliere i naufraghi. Tra coloro che riescono a salvarsi da quel cimitero sottomarino che sta diventando il Mare Mediterraneo. A tutto questo si aggiungeranno presto i profughi, provenienti dal Libano, dalla striscia di Gaza e da altri posti , Africa inclusa, dove si combattono guerre dalla facciata tribalico religiosa. In effetti provocate da qualche potenza straniera che brama dell’accaparrarsi di quanto la terra di conquista offra come merce di scambio. Cambiano popoli ed ere ma la politica del divide ed impera, mutuata dagli antichi Romani rimane sempre attuale. Intanto i flussi continuano e arginarli diventa sempre più arduo, da decenni sentiamo parlare di azione Europea o multinazionale. Agendo sulla punta della piramide trascurando la base dalla quale si origina il tutto. In Italia abbiamo inventato il piano Mattei, ovverosia incentivare e cooperare con gli Stati interessati a produrre dalle risorse a piè d’opera. Il buon industriale scomparso tragicamente e misteriosamente l’aveva indovinata con il petrolio, nulla da eccepire agendo sulla sua scia. Il timore è che manchi quella cornice di sicurezza, ordine pubblico, l’anticorruzione, la democrazia, senza delle quali ogni impresa potrebbe essere soltanto privilegio di pochi anziché beneficio di molti. Occorre che sia la stessa popolazione a darsi queste regole, senza delle quali ogni sforzo potrebbe essere vano. Intanto la denatalità europea , induce come la teoria dei vasi comunicanti a occuparne i vuoti. Bisogna farsi trovare preparati a lavorare in sinergia a prevenire piuttosto che poi provvedere sul tamburo. Le colpe che spesso si danno agli immigrati quelli che rimangono senza lavoro, sono spesso addebitabili a chi ha promesso loro qualcosa deludendoli. In questo modo si genera la manovalanza per la malavita organizzata, gang per spaccio droghe e quant’altro di illegale.Riguardo al messaggio ricevuto, forse tratto da un data base di una Onlus. Con tutta probabilità quella dell’adozione a distanza, dove avevo aderito per scrupolo di coscienza per avere assistito impotente ad un aborto volontario, lo cancellerò. Le promesse ad una persona senza che siano mantenute equivalgono a ferite inferte delle quali si riesce a guarire senza evitare che rimangano le cicatrici, testimonianze di raggiro e mala fede nei suo confronti. Riccardo Diasparro(riccadiaspa)
Pubblicato
15/04/2026 alle 8:24 su liberamenteitaliano .blog.
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