La pace: tra unicità o diversità.

 

Un criterio che dovrebbe guidarci anche nella giornata odierna: 
perché, ditemi voi, che tipo di beneficenza sarebbe quella
che sfrutta lo svantaggio altrui traendone profitto personale.

Oggi celebriamo la Giornata dell’Inclusione, dedicata a chi è meno fortunato, alle persone diversamente abili. Sono considerate “meno fortunate”, ma in realtà spesso fanno la differenza per tutti gli altri. Ci offrono infatti l’opportunità di partecipare, sostenere e promuovere iniziative a loro favore e, allo stesso tempo, ci permettono di dare risposta – anche indiretta – al nostro bisogno di giustizia, guidandoci attraverso la compassione. È così che si realizza il concetto di una convivenza pacifica, nella quale esseri umani, ciascuno con le proprie caratteristiche, si aiutano reciprocamente.Per quanto riguarda la pace, trovo difficile suddividerla in “giusta” o “ingiusta”: mi sembra più un limite linguistico che reale. La pace, a mio avviso, possiede un valore di unicità. Quando due parti si confrontano, chi svolge il ruolo di mediatore dovrebbe chiedere a ciascuna, separatamente, che cosa è disposta a perdere per raggiungerla. Da queste risposte si può comprendere la volontà reale di chiudere o proseguire nella vertenza, soprattutto quando il destino in gioco coinvolge altri esseri umani, nel presente e nel futuro, come accade nelle guerre.
È lo stesso metodo che si utilizza negli affari, che dovrebbero sempre essere equi e condivisi tra venditore e acquirente, affinché nessuno dei due approfitti dell’altro, anzi escano entrambi insoddisfatti,  segnale di un buon negoziato.
A BUON INTENDITORE, POCHE PAROLE.
riccadiaspa
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Pubblicato
03/12/2025 alle 10:50 su liberamenteitaliano.blog



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