C’E’ GUERRA E GUERRA

 Il CONCETTO di guerra oggi è cambiato rispetto a quella del secolo scorso, rimangono però fermi i principi, dichiarazione, ritiro degli ambasciatori, potenze in campo, combattimenti per aria, terra,mare , NON PER ULTIMO ,nello spazio. Finché lo Stato di Palestina non è riconosciuto tanto quanto lo è quello di Israele , secondo voi come la chiamereste quello che sta avvenendo . Oppure ci nascondono che l’Autorità della Palestina è in guerra segreta con Israele, perché fin ora nessuna novità nel merito. Ieri le rivoluzioni si facevano scendendo in piazza capeggiati dal Che Guevara di turno, oggi il rivoluzionario è Hamas, il repressore e restauratore è Israele. Come si possa essere arrivati a tutto questo, è compito degli analisti, resta fermo il principio che dal niente nasce altrettanto nullità,. Quali erano le condizioni di Gaza prima del 7 Ottobre 2023, tre ore al giorno l’acqua ed altrettante di elettricità. Organizzazioni umanitarie con rimesse di danaro ed aiuti a pioggia senza un controllo a chi e per cosa potessero essere d’utilità, senza eccezioni di sorta se alle persone effettivamente nell’indigenza oppure a chi fomentava la rivolta. Ci si chiede che cosa risultasse ai servizi d’intelligence, in quanto ci pare impossibile che nessuno abbia potuto più che intuire , cogliere i segnali a presagio di tutto e per il quale ancora 58 ostaggi mancherebbero all'appello. Venendo poi al concetto di guerra e chiamando in causa gli uomini in uniforme, se sia vero che anche un bambino può nascondere una bomba a mano dietro la schiena, ci si chiede se tutti quei bambini si comportassero come tali prima di rimanere uccisi. Ogni motivo può essere tale per protestare e far sentire la voce della comunità su quanto sta avvenendo. Ci si rassegni , finché il governo eletto democraticamente dal popolo in Israele, rimarrà in carica , niente potrà fermare quanto sta avvenendo a meno di rilascio di tutti gli ostaggi . Dobbiamo lasciar fare democraticamente alla popolazione dello Stato, ai cittadini Israeliani spetta porre fine democraticamente a quanto sta avvenendo. Aldilà di ogni polemica c’è la compassione per chi soffre sia le famiglie degli ostaggi quanto per coloro che non appartengono ad Hamas e coinvolti , loro malgrado, nella repressione dei terroristi. Molto pochi se i 40mila iniziali sono nello stesso numero attualmente, con oltre 50000 morti tra i quali bambini e chissà quanti feriti e invalidi permanenti. Resta in piedi la teoria dei due Stati e due popoli, che al momento può risultare di effimera realizzazione. Il pragmatismo ci invita solo a dare una mano d’aiuto dove c’è bisogno perchè anche in guerra i feriti sono tali per ogni contendente e ed i morti dell’una e dell’altra parte, ugualmente tali perchè la morte livella il genere umano.( riccadiaspa 30/05/2025)

Commenti

Post popolari in questo blog

Gravità Gravidanze (liberamentericcadiaspa16/04/2022)

Guida alla lettura del blog

DEDICATO A ROMOLO