I MORTI HANNO SEMPRE RAGIONE



Riporto quanto un  carissimo amico, scomparso, scrisse in merito all'attentato che uccise il funzionario delle U N , italiano,  Luca Attanasio, in Congo.

alla quale dedicai  una recensione personale 

I morti hanno sempre ragione

Chi vi scrive ha prestato servizio per le Nazioni Unite, come lui  tanti giovani colleghi allora e fino a  quando l'Italia contribuirà alle varie Missioni tutt'ora in vita. Dove finivano e finiscono  i rapporti , quelli   per ogni missione, gli osservatori inviano  sulle loro investigazioni. L'Africa ci è mancata nel peregrinare ma in compenso, sull'argomento  si è sempre sostenuto che il male andrebbe estirpato alla radice. L'esempio è quello del chirurgo, in sala operatoria, egli esegue un incisione  per  rimuovere il tumore, estirpando tutto ciò che risulta compromesso. Poi, per cinque anni quel corpo dovrà sottoporsi ai controlli per scongiurare ricadute, nel frattempo a seconda dei casi la cura comprenderà la riabilitazione. Ritornando a Noi  che faccia la differenza anziché  predicare chiusure di frontiere e di porti, effettuare per opportunismo, visite  e rifornimenti di generi di prima necessità, presso i campi profughi ,piuttosto che effettuare viaggi nei posti di provenienza dei profughi  e rifugiati.  Magari per constatare da vicino  i motivi per i quali  gli esseri umani rischiano la propria vita nei viaggi della speranza. Che utilità possa esserci nel foraggiare a suon di milioni di Euro le Nazioni a ridosso dei flussi migratori se poi  nessuno controlla, chiedendo conto di dove  e come sono stati spesi. Quale ruolo hanno  le Nazioni Unite  in tutto questo, le Quali, da decenni proclamano di riformare  il Consiglio di Sicurezza ,eppure  sono trascorsi 76 anni dalla fine della seconda guerra mondiale. La Storia e le lezioni apprese in quella circostanza forse sono soltanto sui libri di chi li studia  e di qualche veterano sopravvissuto.  Tutto tace fino a  quando  i corpi di due eroi ed innocenti  vengono restituiti  , avvolti nelle bandiere , ai loro cari,  in quattro assi di legno.

commento postato su Liberamente italiano  il 24/02/2021


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